Nuova manica di accoglienza Villa della Regina Torino

Villa della Regina – Torino
Il concorso per la nuova manica di accoglienza
Anno: 2010
Committente: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Piemonte

L’inserimento di un nuovo manufatto architettonico nel contesto del complesso di Villa della Regina esige un dialogo mirato sia con l’edificio storico, sia con il contesto paesistico circostante;
L’originario fabbricato, tradizionalmente denominato Palazzo Chiablese, nacque in epoca seicentesca allo scopo di citroneria: un edificio dunque strettamente legato ai giardini, in quanto serra ospitante piante da giardino, o meglio un vero e proprio “edificio-giardino”, in cui il verde era assoluto protagonista.
Gli obiettivi che il progetto si pone, alla luce delle precedenti considerazioni, sono pertanto i seguenti:
Assumere la natura originaria della citroneria come punto chiave da interpretare per la realizzazione del nuovo edificio contemporaneo che si imposta sul sedime di quello originario; il progetto non intende riproporre i caratteri stilistici dell’antico manufatto, bensì interpretare i tratti distintivi della sua natura originaria, ossia:
- trasparenza tra interno ed esterno
- forte legame con il verde, in quanto serra ospitante un giardino interno
- rispetto della scansione modulare presente in facciata, ben evidente dalle foto e dipinti d’epoca, in continuità con quella ancor oggi presente sul prospetto della manica di collegamento con la Villa.
- riproposizione del patio – giardino verso nord, già presente in origine

Tali obiettivi si concretizzano nel progetto attraverso le seguenti scelte:
- La manica di accoglienza si configura come spazio in diretto collegamento con i giardini esterni e con il patio – giardino interno, attraverso facciate totalmente trasparenti che evitano una soluzione di continuità tra interno ed esterno e consentono massima visibilità.
- La facciata sud, verso il parterre, è concepita come vera e propria serra, in memoria dell’antica citroneria, con piante in vaso contenute in uno spazio dedicato, racchiuso tra due vetrate a tutta altezza; uno spazio verde fortemente scenografico che rappresenta la quinta ideale al parterre con il giardino all’italiana. I vasi contenenti le piante sono collocati a diverse altezze, sospesi dall’alto con cavi, in modo da consentire sempre la trasparenza visiva tra esterno ed interno.
- Il volume degli impianti tecnologici, trattato a verde, sia in copertura con un giardino all’italiana con siepi, sia sulle facciate, è in continuità con il nuovo patio-giardino interno e con il nuovo volume con copertura a giardino che ospita il corpo di guardia per il personale del museo. Le 3 parti formano un unico volume verde su due livelli diversi
- I setti in vetro a sostegno delle facciate trasparenti e la struttura a pilastri tondi interna alla manica di accoglienza ripropongono il ritmo ripetuto e marcato delle facciate dell’ex Palazzo Chiablese e dell’attuale manica di collegamento con la Villa.