Recupero e valorizzazione della Villa Reale di Monza e Giardini di pertinenza

Concorso Internazionale di Progettazione
Recupero e valorizzazione della Villa Reale di Monza e Giardini di pertinenza
Anno: 2004
Committente: Regione Lombardia

Il recupero della Villa Reale di Monza e dei suoi Giardini si prefigura come un importante intervento di valorizzazione della storia artistica e culturale italiana, intervento che ha lo scopo di riconsegnare alla realtà monzese, lombarda e conseguentemente alla realtà internazionale questo prezioso bene monumentale.

La Villa, concepita dal Piermarini come complesso unitario, è costruita su un preciso disegno di rimandi tra architettura e paesaggi, aperta al contesto circostante ed alla vicina Milano, carattere questo che diventa punto di partenza per elevarla ad elemento riordinatore dell’intera area circostante. Tale obiettivo sarà raggiunto se la Villa Reale di Monza e i suoi giardini saranno concepiti come complesso polifunzionale di livello internazionale, unitario e integrato, configurandosi come un insieme di spazi con destinazioni d’uso diversificate e complementari. Dunque un intervento che implica un recupero materico della Villa Reale e degli spazi circostanti, ma che altresì comporta un rinnovamento del ruolo stesso del sistema Villa/Giardini/Parco pensato in relazione all’area territoriale Monza-Brianza, all’interno del sistema metropolitano che arriva a Milano e di qui è proiettato nella realtà europea.
In quest’ottica, il progetto che presentiamo si propone di affrontare e sviluppare, alle varie scale d’intervento, tutti gli aspetti che un tema così complesso coinvolge: urbanistica, giardini, restauro, funzionalità e gestione.

Il recupero e la valorizzazione della Villa Reale di Monza e la sua riconversione funzionale impongono, oltre ad un’ ipotesi di restauro raffinata e rigorosa, un potenziamento dell’autonomia economica e amministrativa locale, prevedendo l’insediamento di attività capaci di autogestione e finanziamento, nonché di rappresentanza internazionale. Realizzare questo obiettivo in un contesto di alto valore storico-artistico – che impone innanzi tutto massimo rispetto per il monumento – significa porsi come obiettivo primario la comprensione dell’architettura dell’edificio in tutti i suoi aspetti. L’articolazione dei corpi di fabbrica costituenti il complesso monumentale e distribuiti intorno al nucleo principale della villa, ha determinato una serie di luoghi aperti, cortili e giardini. Ogni corte, con gli edifici che la circondano, può essere considerata come un nucleo funzionale indipendente, ma integrato con altri nuclei, a formare un grande complesso unitario. Gli spazi delle corti, coperti con strutture leggere vetrate o aperte, diverranno spazi di connessione tra i nuclei, di distribuzione agli edifici di pertinenza e conterranno funzioni vitali legate a quelle contenute nei fabbricati storici circostanti. In questo modo si potrà garantire massima flessibilità nell’utilizzo dei singoli nuclei funzionali, che potranno funzionare separatamente, pur essendo parte integrante del complesso. La Corte d’Onore e l’Ala Centrale potranno allora facilmente essere rese indipendenti in presenza di eventi di Alta Rappresentanza. Il nucleo composto dai due cortili a nord diverrà sede di spettacoli e convegni, con il Teatrino ed il nuovo auditorium ricavato all’interno della corte maggiore. La corte delle Scuderie ospiterà attività legate al Design e al Moderno. L’ex Scuola Borsa diverrà sede della Scuola Internazionale di restauro del moderno e il Serrone conserverà la sua funzione di sede di mostre temporanee.

Un complesso di livello internazionale deve essere dotato di un sistema di circolazione interno chiaro ed immediatamente comprensibile, ma soprattutto di un polo di accoglienza adeguato alla dimensione dell’intervento. E’ dunque importante creare un punto di accoglienza ed informazione baricentrico al complesso, da cui ogni attività sia raggiungibile ed ogni percorso di visita abbia inizio. Esso sarà collocato in spazio ipogeo in corrispondenza del “secondo cortile” e conterrà al suo interno tutte le attività necessarie ad informare il visitatore sugli eventi in programmazione, le biglietterie per i diversi nuclei funzionali e la logistica generale. Una chiara scelta compositiva, di minimo impatto ambientale nei confronti della Villa, è stata fatta nel disegno degli accessi e nel trattamento superficiale della copertura dello spazio ipogeo. Quest’ultima è risolta con una grande vetrata piana su cui scorre un velo d’acqua, che in corrispondenza della vetrata di ingresso scende a cascata. In questo modo saranno gli elementi naturali dell’ acqua e della luce, che di notte emergerà dallo spazio ipogeo, a segnalare la presenza del polo di accoglienza. La vetrata di copertura consentirà ai frequentatori di percepire attraverso l’acqua i prospetti principali della Villa, avendo in tal modo una chiara visione del contesto in cui si trovano. La forma dello specchio d’acqua, corrispondente agli spazi sottostanti, riprenderà il calibro di Viale Cesare Battisti – che sarà ridisegnato come asse pedonale di avvicinamento alla Villa Reale – e diverrà, insieme alla Corte d’Onore, il punto d’arrivo di questo lungo asse attrezzato. Dall’accoglienza saranno ricavati dei collegamenti alle tre corti adiacenti e alle ali sud e nord del corpo principale della Villa, affinché tutte le parti del complesso siano raggiungibili direttamente dal livello ipogeo.