Palazzo Affaitati – Cremona

Museo civico di Palazzo Affaitati a Cremona

Gia cinquecentesca residenza nobiliare e poi ospedale, Palazzo Affaitati è sede dal 1936 del Museo Civico di Cremona.
Gli interventi di restauro e nuovo arredo, condotti in due lotti successivi, trovano coerenza nel progetto sviluppato dallo studio negli anni novanta, che prevede di realizzare progressivamente il rinnovo museografico dell’istituzione.
L’idea di base è incentrata sulla necessità di riorganizzare gli ambienti espositivi tramite una nuova interpretazione degli spazi esistenti, la rivalutazione dei loro caratteri architettonici e decorativi, l’aggiornamento delle tecniche espositive e la messa in gioco di obiettivi e ruoli del museo come centro di cultura.
Con la chiusura dei vecchi lucernari, la riapertura delle finestre del palazzo e l’integrazione dei collegamenti verticali, la formazione di alcuni soppalchi a giorno negli ambienti di maggior ampiezza rappresenta il dato innovativo più rilevante.
Essi appartengono infatti alla serie di elementi che determinano cambiamenti sostanziali all’interno del museo, insieme alla creazione dei laboratori di restauro e dei depositi, tutti volti ad attivare possibilità di produzione culturale, a dilatare frequentazioni collettive, a sostenere, quindi, i presupposti stessi della revisione museologica e museografica delle sezioni che per tradizione rappresentano l’istituzione.
I soppalchi, costituiti da strutture in acciaio ancorate alle teste delle murature esistenti, raggiungibili da nuove scale anch’esse metalliche, sono destinati essenzialmente alle attività espositive temporanee e a quelle a rotazione delle collezioni permanenti.
I nuovi livelli si estendono al di sopra del secondo piano in corrispondenza dell’atrio d’ingresso e della sala in posizione opposta, delle due sale allineate nel corpo che intervalla le due corti e della sala contigua al termine di queste.
Lo spessore del piano dei soppalchi permette l’integrazione dei sistemi di condizionamento, di illuminazione e di aggancio superiore delle pannellature scorrevoli per l’esposizione delle opere bidimensionali, che possono disporsi trasversalmente rispetto all’andamento longitudinale degli spazi, al fine di permettere l’utilizzazione della luce naturale proveniente dalle finestrature perimetrali.
La nuova superficie espositiva raggiunge i 10.000 mq comprensiva di 1000 mq destinati alle mostre temporanee e agli spazi riservati alla sala conferenze.