Monastero di Cairate

Ristrutturazione, conservazione e restauro Monastero di S. Maria Assunta in Cairate

Ristrutturazione, conservazione e restauro complesso monumentale dell’ex Monastero di S. Maria Assunta in Cairate in Albergo e Ristorante, Spazi Espositivi, Uffici, Biblioteca,

Committente: Provincia di Varese
Località: Cairate, Varese
Periodo: 2002 – 2013
Importo lavori: 11.000.000,00 €
Progettazione e direzione lavori:
STUDIO ALBINI ASSOCIATI (capogruppo 80%)
Archiloco Srl (20%)
Progetto impianti: Intertecnica Spa
Progetto strutture: Simete Snc

L’intervento di ristrutturazione, conservazione e restauro del complesso monumentale dell’ex Monastero di S. Maria Assunta in Cairate prevede l’insediamento di diverse attività: 1. Albergo e Ristorante, 2. Auditorium, 3. Spazi Espositivi, 4. Uffici, 5. Biblioteca. Il cantiere è suddiviso in tre lotti funzionali, con tempistiche differenti, anche per ragioni di sicurezza infatti ciò consente di evitare che più imprese lavorino contemporaneamente.

Il Chiostro
La riqualificazione del Chiostro prevede l’insediamento di funzioni a servizio della Cultura, perfettamente compatibili con la natura degli spazi. In prima ipotesi si è pensato ad un Museo permanente o delle mostre temporanee. Le due scale esistenti agli angoli nord-ovest e sud-ovest sono in buone condizioni e hanno rampe di larghezza sufficiente a consentire il loro utilizzo quali scale di fuga, mediante opportuna compartimentazione del vano con porte REI 120. Le altre scale esistenti, agli angoli nord-est e sud-est, al contrario, non rispettano le normative e dovranno necessariamente essere sostituite. Due nuove scale in ferro sono state inserite all’interno dei vani più adatti a riceverle. Esse sono libere nello spazio e completamente staccate dalle murature (ad eccezione dei punti in cui sono sostenute da mensole in ferro), per non essere invasive nei confronti del monumento. Nel vano a nord, inoltre, è stato inserito un ascensore. Gli adiacenti fabbricati dei rustici a ovest
dell’area si sviluppano su due lati (il terzo, a sud, è delimitato da un muro e il quarto dall’ala ovest del quadrilatero) e definiscono una corte che crea un filtro naturale all’ingresso al Monastero. Tali edifici, che si articolano per la maggior parte su un piano e per una piccola parte su due livelli, vengono recuperati come spazi a foresteria e ristorante. Al lato sud della corte è definito semplicemente da un muro che la separa da una zona un tempo di pertinenza della chiesa, incorporata nel Chiostro, nell’ala sud. La testata della chiesa affaccia su un Hortus conclusus, dello stesso calibro della navata della chiesa (circa 9mt.), che si estende in lunghezza per circa 14mt. Il muro che delimita la corte è in prosecuzione con quello che racchiude l’hortus conclusus, sul lato nord dello stesso. La corte dei rustici risulta irrisolta a sud: il muro è solamente una partizione che serviva a separare due aree di diversa pertinenza. Proponiamo di costruire un nuovo edificio che assuma il calibro della chiesa e dell’hortus antistante e si sviluppi come prosecuzione di quest’ultimo, fino al confine sulla strada.
Il nuovo volume, di altezza pari ai rustici adiacenti, ospiterà un auditorium di 160 posti. La corte, con il nuovo corpo di completamento, risulterà allora definita da edifici di pari dignità su tutti i fronti. L’ingresso pedonale dei visitatori al Monastero si troverà al centro dell’ala ovest de rustici, che confina con la strada. L’accesso carrabile al parcheggio visitatori è posizionato nell’area a nord del complesso. Da questo punto, un percorso pedonale, attraverso un nuovo giardino (contenuto tra il quartiere nord di S.Pancrazio a est, i rustici a sud ed il muro di confine lungo la strada a ovest), conduce direttamente alle biglietterie dello spazio espositivo.
Le aree di deposito per lo spazio espositivo possono eventualmente essere ricavate sotto il giardino e saranno accessibili mediante una rampa carrabile vicino al parcheggio a nord.

Il quartiere nord
Il secondo obiettivo del progetto consiste nella realizzazione dei nuovi uffici Comunali a nord del quadrilatero, nel quartiere detto di S.Pancrazio. I corpi di fabbrica esistenti in questa zona sono i resti di un edificio a “C”, realizzato tra il XVII° e il XIX° secolo D.C.. Il lato sud della “C”, attualmente crollato completamente, era costituito da un porticato, la cui copertura a falda era addossata all’ala nord del Chiostro; i lati nord e ovest sono tuttora presenti ma in condizioni di fortissimo degrado.
La corte centrale, compresa tra le tre ali del fabbricato, è delimitata a est da un bastione di contenimento in sassi e pietra, alto circa 9mt., impostato sul punto più alto di una scarpata che scende verso la valle dell’Olona.
Proponiamo di recuperare e valorizzare questi spazi con due interventi sostanziali: 1. recupero dei corpi esistenti e completamento della “C” preesistente, 2. costruzione di una nuova ala di uffici a est.
L’ala mancante a completamento della “C” a sud viene addossata al Chiostro. Non si tratta di una “ricostruzione”, bensì di un’interpretazione mediante l’utilizzo di materiali e tecnologie del nostro tempo. La facciata verso la corte sarà infatti completamente vetrata. In tal modo il volume aggiunto sarà immediatamente percepibile,e lascerà vedere in trasparenza le antiche strutture murarie del chiostro. Il passo della struttura in ferro retrostante riprenderà quello degli archi del porticato preesistente, la cui impronta è ancora visibile sul muro del Chiostro. Il nuovo volume conterrà le passerelle e la scala di collegamento con i due piani della nuova ala di uffici a est. Lo stesso criterio viene adottato anche per la manica a nord che attualmente è un rudere: sono infatti visibili solamente i due muri perimetrali, sbrecciati in più punti. Verrà ricreato il volume preesistente, racchiudendolo con una parete di testa completamente vetrata. La copertura in coppi verrà ricostituita. Anch’esso conterrà una scala e un ascensore di collegamento con l’ala est. Il secondo intervento consiste nella costruzione di un nuovo volume vetrato nel cortile che accoglie la biblioteca e valorizza i reperti murari rinvenuti a seguito degli scavi archeologici. Il bastione sulla valle dell’Olona diverrà il fronte principale di questo nuovo edificio; il piano della corte soprastante sarà trattato a tetto-giardino. Il muro verso l’Olona appare esternamente inalterato ad eccezione delle nuove fenditure, necessarie ai fini aeroilluminanti, che consentono la vista sulla valle dagli uffici. L’aspetto esterno del complesso non viene dunque modificato. Il nuovo volume vetrato destinato a sala polifunzionale avrà copertura, pareti e struttura portante quasi interamente vetrate, con sviluppo delle falde tale da proteggere i reperti archeologici. Le partizioni in vetro camera, stratificato, selettivo e parzialmente serigrafato saranno progettate e dimensionate per essere in grado di limitare gli effetti della escursione atmosferica, consentire la percorribilità pedonale per interventi di manutenzione e pulizia.
Gli uffici situati nel nuovo corpo di fabbrica parzialmente interrato prendono luce e aria anche dal lato ovest, attraverso un’ampia e luminosa vetrata che affaccia su una scarpata inerbita con prato, rampicanti e cespugli striscianti. Apparirà dunque completamente verde e sarà gradevole alla vista di chi percorre il complesso sia ai piani superiori che nel seminterrato.Il completamento dei locali seminterrati renderà il percorso anulare interno al Palazzo Civico continuo agevole e privo di barriere architettoniche in forza dell’installazione dell’impianto elettrico di sollevamento.
Il progetto strutturale e impiantistico sono impostati sul principio di interventi minimamente invasivi nei confronti dell’edificio storico.