Storia dello studio

L’esperienza di lavoro di oltre cinquanta anni dello Studio Albini comprende progetti e direzione lavori di musei, allestimenti, esposizioni, restauro, ristrutturazione e recupero di edifici storici e non, in cui l’introduzione di elementi moderni per la messa a norma diventa occasione di ricerca architettonica e confronto tra tradizione e modernità.
Si occupa inoltre di progettazione di edifici a destinazione culturale (musei, mostre, biblioteche, ecc.) in complessi monumentali, risolvendo problemi di compatibilità con le problematiche di restauro e di conservazione, oltre ad interventi in edifici di tipo residenziale, commerciale e terziario.

Lo studio milanese, fondato nel 1930 da Franco Albini, si caratterizza per un approccio all’architettura intesa come “artigianato razionalizzato”, cioè come tradizione artigianale mediata razionalmente dalla produzione industriale. Nel 1952, con l’associazione di Franca Helg, lo studio si arricchisce di nuove competenze e sensibilità progettuali. Dal 1962 lo studio Albini-Helg si avvale della collaborazione di Antonio Piva e dal 1965 di Marco Albini, assumendo nel 1975 la denominazione “Studio di architettura Franco Albini, Franca Helg, Antonio Piva, Marco Albini.” Dal 1990 al 2000 lo studio diventa “Marco Albini, Antonio Piva associati” e dal 2004 “Studio Albini Associati Marco Albini e Francesco Albini”.

Il Prof. Arch. Marco Albini, nato a Milano nel 1940 dove si laurea in Architettura nel 1965, è titolare dell’omonimo studio professionale con sede a Milano.
E’ docente del Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, e visiting professor presso il New York Institute of Technology e la Washington University St.Louis Missouri.

Il rinnovamento del linguaggio figurativo tramite lo studio dei materiali e le nuove tecnologie, l’importanza data dal dettaglio come valore progettuale che conduce dal particolare al generale, la ricerca nel campo della museografia sul rapporto tra opera d’arte e spazio architettonico e sul ruolo del museo alla ricerca di una nuova identità rappresentano gli elementi di riconoscibilità di una scuola e di un lavoro di oltre cinquant’anni che è sempre riuscito a coniugare la tradizione con l’innovazione, la cultura scientifica con la cultura umanistica, la tecnica all’estetica; tanto nei progetti a grande scala come quelli per la Metropolitana Milanese, il Museo di Sant’Agostino di Genova; quanto in una lampada per Sirrah come in un servizio per Richard-Ginori.